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La Comunicazione Pubblica tra Bari e Bologna.

15 Set 2008

La Comunicazione Pubblica tra Bari e Bologna.In questa ripresa autunnale, la comunicazione pubblica è chiamata a due significativi appuntamenti. A Bari, dal 17 al 19 settembre, si svolgerà il "Primo Meeting dei Comunicatori Pubblici Italiani" mentre a Bologna, dal 6 all'8 ottobre si terranno "Gli Stati Generali della Comunicazione Pubblica in Italia e in Europa". Due avvenimenti che debbono rilanciare le tematiche fondamentali della comunicazione e dei comunicatori pubblici in questo momento di evidente difficoltà. Ormai è sempre più chiaro, tranne che alla sparuta pattuglia degli ottimisti in servizio permanente effettivo, che la comunicazione pubblica sta attraversando una fase di stallo e, in molte realtà, di grande malessere. Questo lo si deve certamente al rassegnato tramonto della grande stagione delle riforme spesso più annunciate che realizzate, ma anche ad una sorta di impoverimento degli orizzonti che ci stanno davanti e che, dopo anni di entusiasmi e sperimentazioni, rischiano di annullarsi in una sorta di aurea mediocrità del quotidiano. Così, mentre si preferisce traguardare le complessità del tempo che viviamo proponendo esperienze e teorie non facilmente praticabili e, in alcuni casi, decisamente fuori tema, pochi si misurano con lo specifico italiano che richiede analisi molto diverse da quelle degli anni novanta e presuppone più articolate relazioni che consentano alla nostra disciplina di uscire dall'attuale condizione di crisi. Questo, sia chiaro, non vuol dire invocare altre leggi né adagiarsi su vere o presunte "eccellenze" pur presenti nel fin troppo variegato sistema pubblico. Alla pubblica amministrazione non mancano certamente le leggi, casomai il vero problema è quello di applicarle. I comunicatori pubblici e tanti laureati in scienze della comunicazione aspettano da otto anni di vedere attuata la legge 150 ma, proprio in questi ultimi mesi, si è alzata una voce, per ora isolata e stonata, che invita il nuovo governo ad abolirla. Con buona pace della democrazia e della comunicazione pubblica. Oggi il nostro movimento deve utilizzare uno schema generale aggiornato, codici di lettura diversi per reinquadrare i ruoli delle Amministrazioni e dei cittadini alla luce dei processi di semplificazione e innovazione delle nostre organizzazioni e dei nostri servizi. In una parola, occorre ridisegnare, in parti fondamentali, il perimetro teorico e pratico della comunicazione pubblica, di alcuni suoi strumenti (ufficio stampa e Urp),di alcuni profili professionali. Un simile percorso, destinato a produrre qualche simpatia in meno rispetto a chi pratica le strade del brand o del neming, è tuttavia indispensabile se non si vuole tornare indietro di venti anni. Ai tempi dei pochi e,molto spesso neppure buoni,sacerdoti del comunicare. Degli Stati Generali di Bologna, intendo parlarne nel mio prossimo intervento. Adesso vorrei segnalare come l'appuntamento di Bari, frutto dell'impegno e della collaborazione della Regione Puglia, della Fiera del Levante e della nostra Associazione, sia stato pensato e realizzato secondo un meccanismo nuovo e originale. Per la prima volta un'iniziativa destinata a discutere di argomenti rilevanti per l'intera pubblica amministrazione, nasce dalla volontà di avviare un confronto capace di rovesciare schemi e stereotipi. Un confronto che avrà il suo massimo momento di visibilità nel primo Barcamp dei comunicatori pubblici italiani. Il Barcamp è una sorta di "non conferenza" che nasce dal desiderio, vorrei dire dal bisogno, di creare una sede di confronto culturale e pratico fuori dagli schemi del conformismo. Nulla a che vedere dunque con il cappellaio matto di Alice che ricordava con una "non festa" il suo "non compleanno" ma molto da condividere con una idea diversa di presenza e partecipazione. Una sede dove i programmi, i temi e gli ordini dei lavori non sono il frutto di estenuanti bilanciamenti geo-politici ma il risultato, in tempo reale, degli interventi, dei contenuti, delle esperienze via via presentate da studiosi, esperti, docenti, operatori del settore che da generico pubblico di addetti ai lavori diventano qualificati protagonisti dell'evento. Nasce così un luogo libero, aperto e indipendente. Un luogo in cui valgono le competenze più che le appartenenze, dove nessuno, finalmente, sentirà l'assenza di "balie" falsamente protettive, di "guru" auto-certificati, di auto-proclamati "inventori" di tutto e di più che appaiono e scompaiono a seconda da dove spirino i mutevoli venti della politica. Un luogo, tuttavia, ben cosciente della realtà, vale a dire non solo delle difficoltà del presente ma anche delle strategie per il futuro. Va da sé che l'Associazione della Comunicazione Pubblica che da tempo agisce per allargare e non restringere il recinto di questa disciplina, come qualcuno ancora spera e tenta di fare, non poteva non essere tra i promotori di questa significativa tre giorni barese.

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