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Vittorio Correale, Gruppo MPS- Area Private
Ci sono molti modi per parlare di marketing & comunicazione. Questa rubrica intende raccogliere la sfida "impossibile" di sperimentarne qualcuno in più. Cercheremo di approfondire gli argomenti in modo leggero ma non superficiale, divertente ma non banale. Di volta in volta con un racconto, una intervista "impossibile", un test, un sondaggio, la confessione (anonima) di un terribile flop, perfino un giallo…
Naturalmente sarete voi a giudicare e a determinare il successo della formula o il suo invio al macero: vi invitiamo ufficialmente a fare le cavie, promettendovi una sola cosa: non ci prenderemo troppo sul serio. A presto.
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Orgoglio & Storyboard.
Il Dir. Mktg Livio De Nutis dovette chiamare a raccolta tutte le proprie doti di pazienza e tolleranza per non cedere alla tentazione di inseguire il direttore della testata scandalistica sul terreno del vituperio, della contumelia e delle minacce. Con tono arrogante e neo-giustizialista quest'ultimo si diceva inorridito dalla condotta ignominiosa dell'Amministratore Delegato, lasciando intendere di sentirsi investito di una funzione salvifica e moralizzatrice, di rispondere pertanto ad una sorta di superiore "chiamata". - Siamo solo all'inizio e non ci fermeremo mai, non scenderemo a compromessi con la nostra coscienza; questa per noi è la madre di tutte le campagne etiche, sprigionerà a lungo i suoi effluvi purificatori, mettendo a nudo le sconcertanti bassezze del potere economico e ponendo le basi per una feconda riscossa dei costumi… Al cospetto di quella crociata ultra-puritana, condita di ogni genere di insulto,
Livio era sempre più perplesso. Chi o cosa c'era davvero dietro quell'uomo sovraeccitato che ostentava toni da Santa Inquisizione, quali reali interessi muovevano la penna indemoniata del cronista mentre rovistava nel sottoscala della vita privata dell'A.D. per esporla senza veli al pubblico ludibrio? De Nutis si era documentato a sufficienza per capire che la ratio di tutto quel tiro al bersaglio andava ricercata in luoghi altri rispetto al mondo pruriginoso del pettegolezzo. La testata on line, periodicamente, prendeva di mira un personaggio o un centro di potere. A volte con scoop urlati subito a pieni polmoni, a volte in un crescendo di piccole allusioni che involvevano a ritmi serrati in più circostanziate insinuazioni, per poi tradursi in veri e propri atti d'accusa. Il merito degli addebiti, in fondo, non contava neppure, così come la loro fondatezza o arbitrarietà: in quella dimensione virtuale contavano solo l'astratta verosimiglianza e la capacità di
generare clamore. Le "campagne" duravano settimane, mesi, a volte anche anni e i contenuti delle illazioni, accreditati dalla veicolazione mediatica, assumevano ben presto, nella percezione del pubblico, dignità di fatto, acquisito ed incontrovertibile. Nei bar e dal parrucchiere, in Transatlantico o alle cene di gala non si discuteva più sul "se", ma solo sul "come" e sul "perché". Su parecchi casi, prima o poi, calava il sipario. Di tanto in tanto si assisteva persino a improvvisi (o più graduali) cambi di rotta, troppo singolari per non essere anche un po' sospetti. Su questi ultimi casi, in una prospettiva marlowiana, Livio decise dunque di focalizzare la sua attenzione, per scandagliarne la genesi e le dinamiche, con particolare riferimento ai meccanismi di decantazione e di riabilitazione. De Nutis mobilitò il suo staff, trovando una collaborazione particolarmente
efficace nelle collaboratrici, decisamente più reattive ed agili su questo genere di terreno. La ricerca fu estesa agli ultimi 5 anni e produsse un inventario di tutto rispetto C'era di tutto: il super-magnate delle telecomunicazioni, l'artista più cool del momento, il politico di razza, il grand commis o il potente dirigente sportivo, l'imprenditore emergente (meglio ancora se già emerso), il manager cazzuto ed inflessibile nelle sue strategie di razionalizzazione ed ottimizzazione. Niente più calciatori o veline, attricette e mezzefigure in cerca di notorietà. Troppo facile, dovevano pensare in redazione. Bisognava alzare il tiro, raccogliere qualche voce (o perfino metterla in giro per vedere che effetto fa…) su personaggi veramente in vista, tanto ognuno ha il suo scheletro e qualcuno una intera collezione….: una sequenza di tempeste denigratorie mirate sulla testa di questo o quell'insospettabile eccellente.
In un quindici per cento dei casi, secondo i primi calcoli, la tempesta lasciava il posto prima ad una pioggia di fango intensa ma poi sempre più leggera, che dopo qualche tempo sublimava addirittura in un tenue arcobaleno simil-complimentoso. De Nutis lesse e rilesse per ore l'elenco dei reintegrati e la relativa documentazione. In tutte quelle storie dall'imprevedibile lieto fine qualcosa di accomunante o di interessante doveva pur esserci. Qualche spunto o riferimento da mettere a profitto, almeno quello. Ormai rassegnato al nulla, mise da parte le carte. Poi la sua mente si illuminò. Prese il cellulare e compose il numero di un vecchio amico….
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