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UE: ai nostri parlamentari piace Facebook.

15 Giu 2009

UE: ai nostri parlamentari piace Facebook.Per la nota su Prometeo questa volta rubo, e rubo dal sito della Ferpi, la federazione delle Relazioni pubbliche di cui immeritatamente faccio parte. L’articolo è di Luana Andreoni, di Cultur-e a.r. L'agenzia di comunicazione Fleishman-Hillard ha analizzato i dati emergenti dal primo sondaggio sulle abitudini digitali dei deputati del Parlamento europeo. Per quanto riguarda gli italiani, circa il 10% del campione totale, la ricerca ha evidenziato alcuni spunti interessanti sul rapporto coi nuovi media. Uno studio su 110 deputati europei, rappresentanti di 26 stati membri, ha svelato le abitudini dei parlamentari sull'uso del Web e delle nuove tecnologie comunicative. Riguardo agli italiani, circa il 10% del campione totale, la ricerca ha messo in luce alcuni dati interessanti. Il 45% degli intervistati utilizza regolarmente una pagina internet o un blog personale ai fini della comunicazione, contro il 18% di utenti saltuari e il 36% che non abbraccia questa tipologia di strumento. Un utilizzo ancora più massiccio riguarda i social network, in particolare Facebook e Myspace, usati dal 54% del campione italiano, che li considera validi strumenti di comunicazione, mentre il 9% non ne ha mai sentito parlare. Il 18% ne è a conoscenza e pensa di usarli in futuro, mentre un ulteriore 18% non manifesta alcuna intenzione di comunicare tramite simili piattaforme. Meno diffuso il micro-blogging: Twitter, ad esempio, è stato utilizzato in campagna elettorale solo dal 9% dei deputati italiani. A livello europeo le cifre di utilizzo sono più alte. Il 75% dei deputati usa costantemente il proprio sito internet nella comunicazione con l'elettorato, e addirittura il 93% sfrutta i motori di ricerca su base quotidiana per approfondire questioni legislative. Anche in questo caso, però, c'è una bassissima conoscenza del microblogging: il 62% dei deputati europei non ha mai sentito parlare di Twitter o non ha alcuna intenzione di usarlo nel futuro. Anche se una parte dei deputati europei è incline a valutare la Rete come strumento cruciale a supporto della creazione di un'opinione politica, i dati mostrano che si tratta ancora di una minoranza. La grande maggioranza dei politici nel Parlamento europeo continua ad affidarsi alle tecniche dei mass media tradizionali, tv, radio, cartellonistica, volantinaggio, per rapportarsi in maniera significativa con il proprio elettorato, piuttosto che cimentarsi in modo diretto con i "media del futuro".

Di Antonio Riva
Amministratore Delegato di Ferpress srl
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