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"Normattiva": il progetto di creazione di una banca dati unitaria della normativa statale.

16 Gen 2009

Il provvedimento di legge, firmato da Berlusconi, Calderoli, Alfano, Brunetta e Tremonti ha un nome che lascia capire già tutto: Conversione in legge del decreto-legge 22 dicembre 2008, n. 200, recante misure urgenti in materia di semplificazione normativa" e porta il numero N. 2044 . Il volume che ci consegnano il 5 gennaio pesa un paio di chili e supera le mille pagine. Tabelle in corpo 8 ed una breve introduzione spiegano l'operazione che si cercherà di portare a termine entro la fine della Legislatura. "Il presente decreto - si legge- intende completare il progetto di creazione in Italia di una banca dati unitaria, pubblica e gratuita della normativa statale vigente, già operante in altri Paesi europei (ad esempio www.legifrance.com)." "Il progetto cosiddetto «Normattiva», volto ad istituire la banca dati, ha preso avvio con l'articolo 107 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001), e si è fondato sulla collaborazione istituzionale fra la Presidenza del Consiglio dei ministri, la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica". Un'idea che viene da lontano. Erano gli anni del Governo Amato II e Franco Bassanini, ministro della Funzione Pubblica, varava Legge 150 sulla "trasparenza e l'efficacia dell'azione amministrativa" che disciplinava "le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazione". Fu una stagione caratterizzata da una forte spinta riformatrice e proprio Bassanini avvia la procedura di messa a regime dello strabordante archivio legislativo della Repubblica italiana, dove da un secolo e mezzo si prende un provvedimento senza preoccuparsi di abolire quello vecchio. Dopo otto anni di lavoro, e con tutt'altra maggioranza politica, viene alla luce un elenco che dovrebbe essere inviato a tutti i cittadini perché si rendano conto di quanto bisogna ancora fare per rimettere il Paese in carreggiata. Si parte con l'operazione di rottamazione delle prime 29.000 disposizioni (leggi, decreti, decreti presidenziali, ministeriali ecc. ecc.) che vanno dalla Legge 21 aprile 1881 n. 1 che "Stabilisce la formula con cui devono essere intestati tutti gli atti intitolati in nome del Re", fino alla 28.889esima Legge da abrogare con la quale , il 31 dicembre 1947, il Capo provvisorio dello Stato ergeva a "Ente morale la Cassa scolastica della scuola elementare di Locri". Scorrendo l'infinito elenco se ne vedono veramente delle belle: si va dalla "disciplina dell'uso degli aerei esterni per audizioni radiofononiche" del 1940, alla "modificazione delle forme di giuramento" del 1948, dalla "partecipazione italiana alla ricostruzione delle risorse del fondo speciale di sviluppo della Banca dei Carabi" del 1989. Nella relazione i ministri, sottolineando le difficoltà di coordinamento che non hanno ancora consentito al progetto di giungere a compimento, sostengono l'utilità dell'operazione anche in considerazione del fatto che risultano ancora vigenti leggi di chiaro stampo fascista. È il caso, per esempio, della legge 19 gennaio 1939, n. 129, che istituisce la Camera dei fasci e delle corporazioni; nonostante sia stata soppressa tale Camera (regio decreto-legge 2 agosto 1943, n. 705), la legge risulta formalmente vigente in quanto mai abrogata espressamente. Ce la faranno i nostri eroi o troveremo qualche sostenitore della Cassa scolastica di Locri, o gli eredi degli armatori Villan_Fassio che negli anni '20 avevano ottenuto la concessione per la linea marittima Genova-Barcellona che magari faranno ricorso a qualche Tar o direttamente alla Corte Costituzionale sostenendo il proprio diritto? Verrà portata a termine la più grande operazione di pulizia della storia della Repubblica e del Regno dei Savoia? Lo vedremo nei prossimi mesi o nei prossimi anni. L'aria che tira nelle aule parlamentari, nonostante le strigliate di Gianfranco Fini, non promette nulla di buono: le cose che interessano alla Maggioranza passano tutte per Decreto e con la fiducia, e la fantasia legislativa trova sempre ampio spazio tra i divani del Transatlantico. Qualche prova? Ne portiamo solo una all'attenzione dei lettori: Proposta di Legge n. 1565 dello scorso 30 luglio, presentata dal deputato Gianni Mancuso del PdL. Titolo (non si rida!): Disciplina del rapporto tra uomo e cane per la prevenzione delle morsicature e la gestione dei cani ad aggressività non controllata". Dice l'onorevole Mancuso, che dell'argomento è un esperto in quanto veterinario e presidente della cassa di previdenza dei medici veterinari: "Con la presente proposta di legge si vuole dettare una disciplina di principio al fine di rimediare al vuoto di normativa relativamente ai rapporti comportamentali tra padroni e cani". Tutto giusto, tutto bello. Nella proposta di legge non c'è nulla di politicamente scorretto. Ma era proprio necessario promuovere una nuova legge? Non bastava qualcosa di meno complesso? Qualcosa che tra cento anni qualcuno non potrà far altro che abrogare, sperando che allora almeno i cani ci siano rimasti sulla terra.

Di Antonio Riva
Amministratore Delegato di Ferpress srl
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